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I principali
metodi di ausilio nel tui na per migliorarne l'effetto sono:
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Unguenti
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Compresse
calde
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Gua
Sha
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Coppette
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Moxa
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Martelletto
Unguenti
utilizzati nel tuina
Sono
a volte utilizzati nelle manovre di tuina che impongono uno sfregamento
che potrebbe danneggiare la pelle. L'uso è comunque limitato
alla zona sottoposta a tale trattamento. Generalmente non si usano
olii nel tuina, ma al limite del talco o degli unguenti in crema,
o la povere di Songhua; taluni usano dell'acqua in cui si mette
a bagno della segatura di legno per alcuni giorni, o il succo di
zenzero fresco.
Compresse
calde
Questo
metodo consiste nel fare degli impacchi con delle compresse di garza
o di lino, messe a bagno in poca acqua bollente insieme ad un sacchetto
contenente delle erbe che sono state scelte in base alla sintomatologia
presente. Le compresse vengono messe sulla cute del paziente e sostituite
quando diventano fredde. Naturalmente le temperatura delle stesse
non deve essere eccessiva. Questo metodo si utilizza in genere alla
fine di una seduta di massaggi per lesioni o malattie reumatiche.
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Gua
Sha
La
tecnica del guasha consiste nello sfregamento di una parte del corso,
a volte coincidente con la linea di un Canale Energetico, con una
apposita spatolina, al fine di indurre un arrossamento della parte.
Lo sfregamento è veloce e leggero ed è in una sola
direzione, generalmente prossimo-distale. Oltre all'apposita spatolina,
si può utilizzare il bordo di una moneta o il dorso di un
cucchiaio di porcellana; particolarmente importante è l'angolo
di incidenza dell'utensile con la pelle che deve essere di circa
30°, ed il profilo del bordo dello stesso, che non deve recare
abrasioni gravi; In alcune scuole il Gua Sha seguito dalla coppettazione
è una tecnica paragonabile, come effetti energetici, al sanguinamento.
Non si usa su ferite, nei, abrasioni, foruncoli, e in caso di gravi
deficit. E' una tecnica che libera gli strati esterni, libera dal
Calore e dal Freddo ed elimina la stasi di Sangue.
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L'uso delle coppette nel tuina
La
coppettazione consiste nell'apporre sulla superficie cutanea una
"coppetta" in cui si è creato il vuoto in modo
che possa esercitare una azione di richiamo in superficie del Sangue.
Sembra che questa tecnica derivi da usanze sciamaniche che utilizzavano
le corna di animali a questo scopo. Non si usano: sui nei, sul viso,
sulle formazioni tumorali, su ferite aperte, sull'addome di donne
incinte. Non si usano durante il ciclo mestruale su addome e schiena
bassa in donne con disturbi del ciclo. Si utilizzano generalmente
due metodi di applicazione con il fuoco per le coppette in vetro
e bamboo. Il primo metodo consiste nel piegare un pezzettino di
carta in modo che assuma la forma di un rettangolo; a questo punto
viene acceso e inserito dentro la coppetta con la parte accesa verso
il fondo della stessa. Non appena verrà applicata sulla cute
del paziente si creerà il vuoto ed il fuoco si spegnerà
per consumo dell'ossigeno.
Il secondo metodo consiste nel tenere in una mano (generalmente
la sinistra) una pinzetta con in punta un batuffolo di ovatta imbevuto
di alcool e quindi acceso. Poiché è possibile che
il cotone si stacchi e cada sul paziente bisogna riporre molta cura
nel serrare bene il cotone intorno e tra le punte della pinzetta.
L'altra mano porta la coppetta intorno al fuoco e velocemente la
ripone sulla cute del paziente. Generalmente la mano che tiene il
fuoco è ferma e si muove soltanto la mano con la coppetta.
Per togliere la coppetta bisogna abbassare la pelle sotto il bordo
in modo da far entrare l'aria all'interno.
La coppettazione rimuove le ostruzioni dai Meridiani e migliora
la circolazione energetica nel corpo; attiva la circolazione del
Sangue, il Vento-Freddo e il Vento Umidità, riequilibra lo
yin e lo yang. Le coppette agiscono su cute e muscoli tramite uno
stimolo irritativo ai meridiani ottenuto con microtraumi a livello
capillare che creano una stasi di Sangue terapeutica. Sono da evitare
invece la formazione di vesciche.
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Modo
d'uso
Generalmente le coppette vengono utilizzate in quattro diversi modi:
Applicazione
persistente: la coppetta viene messa a dimora sulla cute in genere
tra i 5 ed i 10 minuti ma si può arrivare fino ai 20 minuti,
a seconda della risposta della cute del paziente.
Applicazione istantanea (flashing) vengono applicate e tolte immediatamente
e subito rimesse; ottima per espellere il vento freddo.
Applicazione a scorrimento: si lubrifica con unguento o olio la
parte da trattare ed il bordo della coppetta; successivamente si
applica la coppetta e si fa scorrere avanti ed indietro sulla zona
da trattare (generalmente sul percorso di un meridiano); tecnica
ottima per traumi di vecchia data.
Applicazione di coppette su ago o dopo digitopressione con Y Zhi
Chan Tui Fa o tecniche analoghe.
Moxa
La lana di artemisia
vulgaris arrotolata in sigari o compattata in coni e poi bruciata,
si utilizza per portare calore all'interno del corpo, scaldare i
meridiani e catturare lo yang; tonifica e si utilizza nelle sindromi
da freddo. Moxa è un termine giapponese che denota la tecnica,
più in uso del termine cinese Jiu fa. "La tecnica non
consiste esclusivamente nel riscaldare determinati punti; vi è
anche l'idea che le proprietà terapeutiche della pianta si
trasmettano all'organismo per fumigazione o contatto (
) e
nel "Trattato sulle malattie febbrili dovute al freddo",
il medico Zhang Zhong Jing del II° secolo d.C. raccomandava
di bruciare dei bastoncini di cannella per scaldare dei punti opportuni
al fine di espellere il freddo patogeno dall'organismo stimolando
la sudorazione"
Non si utilizza su grosse arterie, su zone sensibili, sui tumori
e sul viso si usa con moltissima attenzione. E' inoltre vietata
su alcuni punti di agopuntura. Naturalmente non si usa per sindromi
da calore
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Modi di applicazione:
Moxa diretta: Coni di moxa collocati direttamente sulla cute, eventualmente
cosparsa di olio. Ottima per freddo umidità.
Moxa indiretta: Interponendo alcune sostanze che penetrano all'interno
grazie all'azione della Moxa. Generalmente si usa l'aglio (ritenzione
di calore, antibatterico), lo zenzero fresco bucato (freddo umidità)
o il sale.
Moxa in conchiglia: In origine la moxa in conchiglia consisteva
nell'accendere un cono di moxa o parte di un sigaro, all'interno
di una conchiglia posta sulla zona da trattare. Attualmente si possono
utilizzare delle vere conchiglie o supporti in ceramica, con l'eventuale
interposizione di garze per non bruciare il paziente. La moxa deve
essere collocata dall'inizio in modo che il calore riscaldi la conchiglia
con gradualità evitando così dilatazioni termiche
che la potrebbero spaccare.
Moxa in bastoncino: Si utilizza un sigaro di moxa, ruotandola o
a becco d'uccello.
Moxa su ago caldo: Si infigge l'ago e si scalda con il bastoncino
o avvolgendo l'ago con la lana.
Scatola Si utilizza la lana all'interno della scatola della moxa
per grosse aree
Moxa su pelle: Metodo non utilizzato in occidente, che consiste
nel provocare ustioni sulla pelle.
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Martelletto a Fior di Pruno
Esistono
due tipi di martelletto, quello a "Fior di Pruno" con
cinque aghi sulla testa e quello a "Sette Stelle" con
sette aghi. Questa tecnica consiste nel colpire con il martelletto
la cute con un movimento di percussione ritmico che incide perpendicolarmente.
Per tonificare si utilizza una percussione lieve che arrossa la
pelle, per disperdere bisogna produrre dei piccoli sanguinamenti.
Per questo motivo, è ovvio che il martelletto deve essere
sterilizzato dopo ogni trattamento o, meglio, deve essere del tipo
con testine sostituibili monouso
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